«È LA STAMPA, BELLEZZA!» / 10 gennaio 2024

Dal Il Fatto Quotidiano di oggi apprendiamo che Gianluigi Aponte, padrone di MSC, intenderebbe comprare il Secolo XIX e con ciò inaugurare la sua presenza anche nel settore dei media, dopo avere occupato le principali posizioni nel mondo della logistica globale, prima marittima, poi anche sul lato terra con terminal portuali merci e passeggeri e società di rimorchio, servizi ferroviari e di autotrasporto, compagnie aeree, agenzie marittime e di spedizione, officine navali. La strategia evidente è l’integrazione delle attività (a monte e a valle) per governare a proprio vantaggio la struttura dei costi, l’organizzazione e soprattutto il posizionamento, tendenzialmente e desideratamente, monopolistico sul mercato.
La liquidità, esorbitante qualsiasi precedente storico, che la speculazione sui noli marittimi durante la pandemia ha fornito agli oligopolisti del trasporto marittimo (che tende a replicarsi ora con la crisi del Medio Oriente) consente loro, in primis a MSC, di guadagnare l’egemonia non più solo sui mercati caratteristici delle loro attività, ma di estendersi verso ogni settore della società essi reputino profittevole direttamente o indirettamente per i loro affari.
Le imprese sono di fronte al costante dilemma di «Make or Buy?», ossia se produrre direttamente i beni e servizi oppure comprarli sul mercato. MSC non è ancora entrata direttamente nel perimetro dei mass-media. Forse ha deciso di farlo, a cominciare dal Secolo XIX. Se confermata la notizia del FQ, MSC ha forse deciso di percorrere la strada di orientare l’opinione pubblica non più solo grazie ai budget di pubblicità e sponsorizzazione e alla compera delle influenze politiche (MSC per esempio finanzia Giovanni Toti in Liguria) ma anche con propri “house organ”, essendo notorio lo stile dispotico e autocratico di conduzione dei suoi affari da parte di MSC.
Magari, se così fosse, Aponte potrebbe nominare direttore del Secolo XIX Luigi Merlo, che da giovane fu aspirante giornalista ma che trovò nella politica un più facile successo con cui si aprì con disinvoltura l’accesso professionale ai vertici di MSC già beneficiaria della sua presidenza del porto di Genova. Nel caso l’ultimo auspicio che ci resta è che la topica frase del direttore Ed Hutcheson/Humphrey Bogart al boss mafioso che vorrebbe impedirgli di pubblicare una notizia nel film L’ultima minaccia (1952) non si tramuti in “Era la stampa, bellezza!”.