GLI AGENTI MARITTIMI SEMBRANO CADUTI DAL PERO, MA BASTEREBBE CHE RIVOLGESSERO L’APPELLO AI LORO ASSOCIATI, APONTE E SPINELLI / 27 febbraio 2024

OPPURE, CHIEDANO ALL’AUTORITA’ PORTUALE DI LEGGERE IL PIANO DI IMPRESA DEL TERMINAL RINFUSE… SE A PALAZZO SAN GIORGIO REGNASSE ANCORA LA LEGGE
Stamattina sul Secolo XIX gli agenti marittimi lamentavano che il Piano regolatore portuale in corso di elaborazione sotto la guida del Presidente Commissario Piacenza, per favorire il traffico container escluderebbe il traffico delle rinfuse secche nel porto di Genova a favore di quello di Savona.
Ricapitoliamo. Nel 2017 l’Autorità portuale presieduta da Signorini approvò la vendita della società concessionaria del Terminal Rinfuse Genova dal Gruppo Ascheri alla coppia MSC-Spinelli, già titolari rispettivamente della concessione a levante (Bettolo) e a ponente (Ponte Etiopia). Entrambi operatori di navi container e ro-ro, privi di esperienza e interesse nella movimentazione delle rinfuse secche, Aponte e Spinelli erano attratti esclusivamente dall’impossessarsi delle calate Concenter e Giaccone e le relative banchine (l’area del Terminal rinfuse), allo scopo di ottenerne il riempimento per realizzare un’unica banchina lineare dedicata ai loro esclusivi traffici di container.
Due autentiche volpi, Aponte e Spinelli, come ripetiamo da tempo, a cui Signorini, in caccia di “meriti” con i padrini politici da cui è stato ripagato con la promozione economica in IREN, ha aperto la porta del pollaio per “fare strage” delle rinfuse, nel silenzio/assenso quasi generale, purtroppo, del porto e della città. Anche degli agenti marittimi.
C’era un problema però. La concessione ereditata con l’acquisto del terminal scadeva nel 2020. Nelle more della proroga richiesta, Aponte nell’estate del 2021 ha messo a rapporto Toti, Bucci e Signorini disponendo che affrettassero la costruzione della diga e il riempimento delle calate per giungere rapidamente alla banchina lineare per i suoi container. Signorini, invece che prendere atto della volontà dei due soci di abbandonare le rinfuse e quindi negargli la proroga, gliene ha concesso una di 30 anni! Nel mentre, non contento, faceva eco a Aponte e Spinelli in occasioni ufficiali dichiarando che il terminal rinfuse sarebbe diventato una banchina ad esclusivo uso dei container.
Non diciamo un giudice, ma non c’è stato neanche un politico o sindacalista o un giornalista o un operatore sinora che abbia chiesto conto, allora come oggi, a Signorini o al successore Piacenza, allora suo segretario generale, del perché sia stata fatta la proroga di 30 anni a Aponte e Spinelli per fare traffici che negano di volere fare. Una proroga che varrà a Aponte e a Spinelli il titolo di pretendere una nuova concessione per i container senza dovere affrontare una gara con altri concorrenti, spartendosi la banchina fifty-fifty. E Genova perderà definitivamente il traffico delle rinfuse, che oggi vale in tonnellaggio, per fare un esempio, più del doppio dei depositi chimici.
Oltre a questo scempio giuridico e amministrativo restano da accertare due aspetti:
Primo, come vanno i traffici dei container nel porto di Genova, per giustificare una tale offerta di banchine per movimentarli, tenuto conto che i terminal che già lavorano con i container a Genova sono sottoutilizzati del 50%? Visto anche che i container continuano a calare dal 2017, ossia da ben 6 anni, costituendo così una evidente tendenza negativa.
Secondo, cosa c’è scritto nel piano di impresa del Terminal Rinfuse sottoscritto da Aponte e Spinelli, ossia il documento principe che legittima l’atto concessorio di proroga rilasciato da Palazzo San Giorgio?
Grazie a una sentenza del TAR Liguria (I sez., 18 marzo 2019, n. 233) l’Autorità portuale ha l’obbligo su richiesta di accesso civico di pubblicare il piano nei suoi dati di rilievo pubblico, ossia i traffici stimati, gli investimenti e il piano occupazionale, dati che non sollevano questioni di “segreto commerciale o industriale”.
A questo scopo e forti di questa sentenza abbiamo fatto l’accesso civico al piano del Terminal Rinfuse. Ma Palazzo San Giorgio ha avuto l’indecenza di inviare un documento di 31 pagine, di cui ben 27 completamente oscurate da OMISSIS e nessuna pagina in chiaro inerente i traffici, l’occupazione e gli investimenti come disposto dal TAR.
È evidente la volontà dell’impresa e dell’Autorità portuale di impedire all’opinione pubblica, anche in violazione della legge, di conoscere la verità.
Per chi volesse vedere il piano che abbiamo ricevuto e verificare così il nostro giudizio sull’operato dell’Autorità portuale e confrontarlo con la sentenza del TAR: https://www.transferxl.com/download/08rQf6SSZ2KpT
La foto in calce ritrae Aldo Spinelli, sorridente e compiaciuto, mentre in un video pubblico mostra il “suo” piano regolatore con in evidenza i riempimenti al posto del terminal rinfuse, condiviso fifty-fifty con Aponte.