IL SINDACO BUCCI NON PUÒ PIÙ TACERE SU SIGNORINI ALL’IREN / 7 luglio 2024

Nel 2021, in Autorità di Sistema Portuale (AdSP) a Genova, si svolse un convegno per fare conoscere il Piano per prevenire la corruzione. Il titolo era “Anticorruzione e trasparenza, l’impatto delle regole sulle attività portuali”. Nel suo intervento, l’allora Presidente Paolo Signorini, oggi in carcere accusato di corruzione, definì le concessioni portuali un settore in cui si possono “annidare comportamenti poco trasparenti, fino a sostanziare fenomeni corruttivi”. Aggiunse che per scongiurare questa minaccia servono due requisiti, uno culturale e l’altro economico. La formazione, perché “avere funzionari pubblici formati è un istituto di garanzia”, pure non escludendo che anche persone colte e preparate possano essere corrotte. E “una retribuzione adeguata” dei dipendenti dell’amministrazione.
Al di là della facile ironia che suscita oggi riascoltare queste parole, esse rilevano due punti salienti della vicenda giudiziaria in corso. In primo luogo, Signorini, ancorché presidente di nomina politica, è un funzionario pubblico di carriera, colto e qualificato in materia amministrativa e economica. Non è sempre così. Dei predecessori, Merlo era un politico, Novi un imprenditore, Gallanti un avvocato. Non si può dubitare perciò che Signorini sapesse che cosa stava facendo, rispetto sia alla legge che al proprio ruolo. In secondo luogo, circa la retribuzione, il bilancio di AdSP assegna al presidente una somma di 270mila euro annui per emolumenti e per missioni.
Questo secondo punto potrebbe esaurirsi in un mero giudizio di adeguatezza o meno della retribuzione in confronto con analoghe posizioni di responsabilità pubblica. Tuttavia, c’è un aspetto rivelato dai media, che riguarda invece le aspettative e ambizioni di Signorini. Le intercettazioni hanno rivelato che Aldo Spinelli, il “grande corruttore”, gli aveva promesso un lavoro a Roma grazie a Hapag-Lloyd, la società azionista al 49% del gruppo Spinelli, una volta scaduto il mandato in AdSP: «Signorini era disperato perché gli finiva il lavoro. Gli ho detto: Smettila di piangere, te lo troviamo un posto di lavoro». Signorini nella intercettazione risponde con “OK”, ma ai PM definisce l’offerta di Spinelli come una boutade. Hapag per parte sua ha negato ogni coinvolgimento. Quello che però resta agli atti sono l’entità dello stipendio promesso da Spinelli, 300mila euro anno, e la conferma che Signorini cercava già una nuova occupazione mentre era in carica a Palazzo San Giorgio. Ai PM Signorini, per confermare il suo disinteresse alla reiterata offerta di Spinelli, fa notare che nel frattempo il suo nome aveva preso a circolare quale prossimo amministratore delegato di IREN. La proposta in questo caso veniva dal maggiore azionista, il Comune di Genova, ossia dal Sindaco Marco Bucci in persona.
E così è andata davvero. Signorini, lasciato anzitempo il suo incarico in AdSP nel pieno del suo mandato, grazie a Bucci è stato assunto da IREN con una retribuzione annua che secondo i media, con i premi, si attesta a circa 700mila euro, ben oltre il doppio di Palazzo San Giorgio. Mentre Spinelli gli aveva offerto un posto adatto al suo profilo, ossia gestire i rapporti con la politica e le istituzioni, invece per il ruolo in IREN, al vertice operativo di una società attiva su un mercato competitivo e quotata in borsa, Signorini non aveva alcuna esperienza professionale. Gli head hunter incaricati da IREN avevano indicato altri candidati di rango, più graditi dagli altri soci, ma Bucci inflessibile, grazie alla sua prerogativa statutaria, aveva imposto Signorini.
Ora che IREN ha licenziato con giusta causa Signorini, che peraltro nel nuovo incarico si è messo in luce solo per una ricca consulenza all’amico Mauro Vianello, indagato alla pari di Spinelli quale corruttore di Palazzo San Giorgio, Bucci tace su questa sua evidente e gravissima responsabilità politica.
Certo, risalta l’elenco di atti che Signorini ha disposto, favorevoli alla volontà di Bucci sia in quanto sindaco che commissario straordinario alle opere portuali. Atti che hanno comportato forzature delle procedure e del merito delle decisioni di AdSP, ottenute grazie alla assoluta solidarietà di intenti di Signorini, anche contro gli interessi stessi della portualità. Vedi i depositi chimici a Ponte Somalia, la proroga di concessione al Terminal Rinfuse di Spinelli e MSC, il tunnel a cui sono sacrificate attività portuali, l’iter progettuale e di approvazione della nuova diga foranea finito sotto la lente di ANAC, il riempimento di Calata Concenter, la spropositata sponsorizzazione di Ocean Race, l’intromissione del Commissario nella formazione del nuovo Piano Regolatore Portuale ecc. Posto che non si tratti di peggio, vista la circolarità delle rispettive e reciproche convenienze.
Ma risalta altresì il confronto tra la figura ignominiosa che Signorini ha mostrato sfruttando il suo eminente ruolo pubblico per soddisfare le sue squallide brame “a qualsiasi costo”, e il valore dell’ingaggio in IREN procuratogli “a qualsiasi costo” da Bucci, tanto da fare apparire la proposta corruttiva di Spinelli neanche degna di considerazione.
Il silenzio di Bucci non aiuta a rimuovere i sospetti. Il sindaco deve dire perché ha imposto, senza un solo motivo valido e riconoscibile, Signorini all’IREN e perché ha privato Palazzo San Giorgio della sua guida istituzionale.
Nell’immagine, Signorini interviene al convegno sulla Anticorruzione in porto nel 2021 (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=H_-FrTZGHbg ).