In politica si chiama “manina” l’intervento con cui, lungo l’iter di una norma, qualcuno ne modifica o ne integra ad arte il testo. È un fenomeno che rileva il problema della trasparenza della democrazia e del potere delle lobby. Chi esercita la “manina” lo fa di solito in maniera occulta e abile affinché la norma, seppure piegata a un qualche interesse particolare, mantenga la sua legittimità.
Invece, nel caso di “manina” emerso in questi giorni a Genova, grazie all’articolo di Andrea Moizo sul Fatto Quotidiano del 19 luglio 2024 (https://www.facebook.com/share/RPhGxWXPFrhLRSh3/?mibextid=WC7FNe) , si arguisce che il “commissario Bucci” ha tentato rozzamente di piegare una legge del Parlamento all’interesse particolare di se stesso in quanto “sindaco Bucci”. Ossia, come commissario straordinario per la ricostruzione, egli ha emesso un decreto (6/2020) «ai sensi di legge» del DL 109/2018, art.9-bis c1-bis e L 160/2019 c72, salvo che nel decreto ha incluso come oggetto il torrente Chiaravagna, mentre entrambe le leggi citate non ne fanno assolutamente menzione e destinano le risorse finanziarie conseguenti al crollo del ponte Morandi all’area portuale-industriale di Sestri Ponente, affidandole perciò alla proposta dell’Autorità di sistema portuale.
Il perché lo spiega bene Moizo nell’articolo citato. Perché così Bucci-commissario ha spostato fondi dalla “ricostruzione” a beneficio del porto, a favore di Bucci-sindaco alle prese con la questione urbanistica della sicurezza del Chiaravagna. Ma perché tanta urgenza? Ce lo spiega con i documenti ancora Moizo: perché la pratica comunale di autorizzazione dell’insediamento di Esselunga a Sestri P. era bloccata per mancanza di fondi comunali per la messa in sicurezza idraulica dalla presenza del Chiaravagna, e solo grazie ai fondi “recuperati” da Bucci-commissario il Bucci-sindaco ha potuto accontentare l’urgenza di Esselunga.
Illegittimo probabilmente il decreto del commissario-Bucci, tant’è che ieri in consiglio comunale il sindaco-Bucci non è stato in grado di giustificare sul piano della legge lo storno dei fondi a favore del Chiaravagna e l’ha buttata in caciara affermando pateticamente che anche COOP ne ha avrebbe beneficiato.
Legittima invece la soddisfazione di Esselunga, tanto che nel marzo 2022 il consigliere di Esselunga Francesco Moncada diceva a Toti, schierato per la rielezione del sindaco di Genova: “Dobbiamo dare una mano a Bucci”. Che cosa Moncada avesse detto e fatto a questo proposito negli anni precedenti non ci è dato di sapere, perché la Procura non indagava ancora, ma è facile immaginarlo. Oppure saperlo, se la Procura aprisse un capitolo di inchiesta su questa scabrosa vicenda.