SIAMO TUTTI SPINELLI? / 14 giugno 2025


È notizia dell’altro ieri, tratta da un articolo di Andrea Moizo (https://www.shippingitaly.it/…/la-norma-pro-spinelli…/), che sta per tornare in Parlamento la norma sui Piani Regolatori Portuali (PRP), soprannominata dalle cronache “salva-Spinelli” in quanto ideata per risolvere con urgenza la questione del Genoa Port Terminal (GPT) del Gruppo Spinelli la cui concessione è stata dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato in quanto difforme dal PRP vigente.
Di fronte alla prospettiva di decadenza della concessione di GPT si sono registrate decise reazioni. Dal lato della proprietà, Hapag-Lloyd che detiene il 49% di GPT oltre a essere uno dei principali operatori marittimi nel traffico container nazionale, ha dichiarato che se la sentenza sarà eseguita, arresterà i suoi piani di sviluppo in Italia. D’altro lato i sindacati hanno annunciato la mobilitazione dato che, dovendosi rimettere a gara la concessione, verrebbe messa a rischio la continuità operativa e occupazionale dei lavoratori diretti e dell’indotto. L’eventualità paventata avrebbe in effetti un forte rilievo in quanto GPT è solo una parte (ca 30% del fatturato) del Gruppo Spinelli, che svolge principalmente attività di trasporto su gomma, oltre a magazzinaggio, deposito e riparazione container, ma il terminal ne è il cuore che alimenta e aggiunge valore decisivo alle altre attività.
Occorre dunque trovare una soluzione che contemperi la legge e salvaguardi i diritti dei lavoratori. Che non equivale a dire che gli interessi di questi ultimi coincidono con quelli della proprietà, cioè che sono sulla stessa barca.
I lavoratori non hanno avuto nessuna responsabilità in questa vicenda, mentre Hapag prima di comprare la quota nel 2022 ha condotto una “due diligence” con il contenzioso già in corso, quindi con l’eventualità di un esito sfavorevole poi verificatosi, e tuttavia ha scelto di acquistare. Per comprendere un tale rischio, occorre ricordare che allora Spinelli era “intoccabile”, ma solo poco dopo si è capito, grazie alla magistratura e a alcuni valenti giornalisti, perché e come faceva il bello ma soprattutto il cattivo tempo nel porto: per restare all’ultimo periodo, aveva ottenuto la concessione del Terminal Rinfuse insieme a MSC, senza avere entrambi precedenti nel settore; aveva ottenuto l’ex Carbonile Enel in cui erano progettati da Superba i nuovi depositi chimici che avrebbero risolto la questione del trasferimento da Multedo; aveva perciò esteso la sua potestà da ponte Etiopia al Rubattino; ma aveva poi “tradito” MSC per Hapag, promettendogli una unica banchina più ampia e lineare grazie al tombamento delle calate e alla nuova diga foranea. Il tutto a spese dello Stato e in tempi urgenti, garantiti da Signorini e dai suoi sponsor politici.
Sarebbe bastato aspettare il nuovo PRP, già in fase di redazione, e il colpo sarebbe andato a segno.
Ma forse l’età al tramonto di Aldo Spinelli e, per certo, l’occasione di disporre a proprio piacimento di un Presidente del porto vizioso e corrotto come Signorini, peraltro garantito dai vertici delle altre istituzioni, da Bucci (che poi lo aveva promosso in IREN) a Toti a Rixi, hanno prodotto l’attuale pasticcio. Che non deriva pertanto da “ritardi, giochi politici o peggio ripicche e tensioni di bottega tra operatori”, come detto dai sindacati, bensì principalmente dall’illegalità delle condotte del sodalizio Signorini&Spinelli.
Come risolvere il problema? Il presidente della sezione terminalisti di Confindustria Beppe Costa, per soccorrere il socio Spinelli Srl, ha pensato di tirare la palla in tribuna, affermando che quasi tutti i terminalisti del porto di Genova operano in situazione di illegalità rispetto al PRP, lui stesso con il suo terminal SAAR non sarebbe conforme al PRP vigente (affermazione priva di alcuna verità). Palazzo San Giorgio non ha reagito di fronte a tanto ardire, chissà se lo ha fatto la Procura di fronte a tanto irresponsabile rivelazione? Perciò, ha concluso Costa, la norma correttiva non va stigmatizzata con “salva-Spinelli”, bensì salutata con favore come “salva-Porti”. Il viceministro Rixi, dalla tribuna del governo, ha preso subito la palla al balzo e attraverso la Lega ha presentato una norma per rendere legale, ancorché retroattivamente si possa, la concessione di Spinelli. Come dire: “Siamo tutti Spinelli”. Se ai valorosi imprenditori terminalisti piace e nessuno ha niente da replicare a Costa, che se lo tengano il paragone. I lavoratori invece, come l’interesse pubblico, restano la parte lesa di questa criminale vicenda.
Nell’immagine, Spinelli mostra spregiudicatamente ai media il rendering del suo futuro terminal come se fosse tutto già approvato.