EUREKA, IL PORTO DEL RIDICOLO / 23 Settembre 2023

Non ci sarebbe molto da aggiungere se non riportare alla lettera l’articolo del Secolo XIX di oggi:
«Bastava tirare una riga per congiungere la nuova diga con quella che protegge l’aeroporto e accorciare di 1 km la diga». «L’idea è venuta a Aldo Spinelli che ne ha parlato con Toti, Bucci e Signorini e li avrebbe convinti. Anche al Ministero dei trasporti non sono sembrati contrari, anzi Edoardo Rixi prima e Matteo Salvini poi avrebbero già dato l’ok».
Ma nella relazione ufficiale del progetto approvato dall’AdSP e dal Ministero, si legge che «tra i due tratti della nuova diga viene mantenuta un’apertura di 150 metri, in prossimità della foce del torrente Polcevera, per favorire i deflussi di piena e limitare il deposito di sedimenti nell’area portuale».
Ebbene, questa variante significherebbe chiudere l’accesso a ponente di fronte al Terminal Messina e alla foce del Polcevera. Chiudere questa apertura che c’è da sempre, significa soffocare il Polcevera: centinaia di migliaia di metri cubi da dragare ogni anno e decuplicazione dei rischi per gli abitanti quando il torrente è in piena.
Delle due l’una.
O il Secolo XIX riporta delle fandonie oppure gli estensori del progetto e gli uffici di Palazzo San Giorgio avrebbero preso una topica clamorosa, parola di Spinelli.
In questo secondo caso i Toti-Bucci-Signorini-Rixi-Salvini si sono allineati fideisticamente all’imprevisto genio del nuovo Archimede. Così facendo, peraltro, mostrano di fregarsene anche di Confindustria e di Messina che al dibattito pubblico sulla diga avevano chiesto molto ragionevolmente che le grandi navi potessero entrare da entrambe le parti, non solo da levante, e che la costruzione della diga fosse l’occasione per ampliare, a parità di costi, anche l’accesso a ponente.