DATI DI AGOSTO 2023: ALLERTA IN PORTO PER TRAFFICI E LAVORO / 1 Ottobre 2023

Chissà se il nuovo presidente-commissario, Paolo Piacenza, dopo essersi fatto fotografare “bello-in-busto” per illustrare l’ennesima inaugurazione del “ponte del papa” o la sua presenza nel comitato di gestione che presiede (che notizia!), troverà anche il tempo per commentare i dati di traffico registrati ad Agosto 2023. Signorini, il suo predecessore non lo faceva quasi mai. E’ stato un megalomane che adorava parlare di diga miliardaria e di “grandi player” armatoriali e terminalistici che avrebbero portato milioni di teu grazie alla promessa della diga. Teu purtroppo non pervenuti, anzi in calo nell’arco del suo mandato, come attestano le statistiche ufficiali.
Ad ogni buon conto glieli riassumiamo noi a Piacenza i dati di Agosto, con la speranza che ne prenda coscienza e cominci a lavorare per quello a cui il porto deve principalmente servire: traffici e lavoro.
1) Il porto di Genova arretra di 5,8% nel volume generale delle merci movimentate rispetto al 2022. Si prevedono a fine anno 47,7 milioni di tonnellate, la peggiore performance produttiva dal 2009, anno della gravissima crisi finanziaria. Sono 2 milioni di tonnellate di merce in meno rispetto all’anno scorso, di cui solo 1/3 di petrolio, mentre il resto è merce in container, ad alto valore aggiunto, quella che dà occupazione e reddito e giustifica gli investimenti pubblici. Se poi confrontiamo il 2023 con il 2017, ultimo anno di ripresa dopo il 2009, la perdita del porto di Genova risulta di 7,5 milioni di tonnellate, di cui quasi 4 milioni in container. Un bagno di sangue: meno 15%.
2) I teus movimentati arretrano di 6,1% e in tonnellate di 7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e proiettano un risultato a fine anno di 2,38 milioni teu, il peggiore dal 2016, che fa amaramente sorridere rispetto al ritornello di Signorini del “sistema portuale da 5 milioni, grazie anche al nuovo terminal di Vado e di Bettolo”. Vado infatti cresce gradualmente (in teu ma non in tonnellate, perché muove “vuoti”), così raggiungerà 300mila teu a dicembre ma di 900mila di capacità, mentre Bettolo addirittura arretra del 35% rispetto all’anno scorso, torna a 100mila teu di 800mila di capacità.
Accanto alla “capacità” occorre inoltre considerare le centinaia di milioni di euro pubblici investiti dallo Stato per creare le strutture portuali, confidando nelle promesse dei piani di impresa dei terminalisti. Senza che Palazzo San Giorgio, di fronte a questi risultati, si sia mai sentito in dovere di contestarli e di ridiscutere i termini delle concessioni. Un completo e cieco affidamento alle imprese, senza esercitare il necessario potere e controllo pubblico, e questi sono i risultati.
3) PSA, il primo terminalista al mondo, è presente a Genova con due terminal: Prà, maggiore terminal gateway nazionale e SECH a Calata Sanità. Ad agosto ha raggiunto traffici che proiettati a fine anno prefigurano, sommando i due terminal, la somma di 1,7 milioni di teu a fronte di una capacità di movimentazione complessiva di 2,5 milioni di teu/anno, dunque con 800mila teu non pervenuti, pari al 30%.
4) A Prà è approdata per la seconda volta nell’anno una portacontenitori da 24mila teu. Solo grazie alla mistificazione dell’impossibilità di ospitare nel porto di Genova navi di queste dimensioni, si sta spendendo un miliardo di soldi pubblici per costruire una diga faraonica e dilapidante. Ebbene, a Prà, il terminal PSA a agosto ha fatto 4,5% teu in meno del 2022, nonostante gli approdi delle “24 mila” in plateale contraddizione con il progetto della nuova diga che scandalosamente non fa menzione della possibilità già esistente di accogliere le meganavi in porto.
5) I soli traffici di merce significativi che faticosamente resistono sono quelli dei traghetti (ro-ro), che hanno nel Terminal San Giorgio a Ponte Somalia il maggiore presidio con il 40% del tonnellaggio movimentato, ma si tratta proprio del terminal che Palazzo San Giorgio si è obbligato con il commissario Bucci a dismettere irresponsabilmente per metterci i depositi chimici.
Restiamo in attesa dei commenti ufficiali del commissario-presidente Piacenza a questi dati e alle tendenze che se ne possono trarre. Vorremmo anche sentire i commenti dei rappresentanti delle imprese e dei lavoratori. Restiamo inoltre in attesa di conoscere quali misure Palazzo San Giorgio intenda adottare per fare fronte a questa evidente crisi dei traffici e alle conseguenze sul fronte dell’operatività del porto, dei piani infrastrutturali e infine dell’occupazione e dei redditi di lavoro.