BUCCI “FUORILEGGE” / 7 ottobre 2024

Ugo Ballerini, sub-commissario per la ricostruzione del ponte Morandi, intervistato da Franco Manzitti per il libro La rinascita di San Giorgio, a proposito del Modello Genova ha detto che «il meccanismo speciale che ha permesso il miracolo di costruire il ponte a velocità supersonica» è stata la deroga da tutte le leggi escluso quelle penali e europee. «La parola magica è “deroga”» è il titolo dell’intervista. Infatti, nel Decreto Genova: «Il Commissario straordinario opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo le leggi antimafia, nonché i vincoli di appartenenza all’Unione europea» (art. 1, comma 5, DL 109/2018)
È noto che il commissariamento straordinario è stato esteso alle opere portuali, pur senza motivi di emergenza o urgenza, per cui il sindaco-commissario Bucci si trova ora a dovere ripetere il «miracolo» con la costruzione della nuova diga foranea. Ma stavolta l’opera non avanza. Perché il miracolo non si compie di nuovo? La deroga non basta più?
In primo luogo, una diga in mare aperto lunga 6km sino a 50mt di profondità, non è il ponte sul greto secco di un torrente, lungo 1km a 40mt di altezza. Ma questo Bucci non lo considera forse per non svilirsi come “uomo del ponte” oppure per ostentare la sua onnipotenza. Ma soprattutto, non esiste più l’asse con Toti e Signorini che garantiva a Bucci la complicità politico-amministrativa dell’ente regionale, competente soprattutto in materia finanziaria e ambientale, e la zelante esecuzione degli atti da parte del presidente del porto (ripagato quest’ultimo da Bucci in moneta sonante con la nomina scandalosa in IREN). I due, come noto, sono stati arrestati per reati di corruzione, mettendo a serio rischio anche l’impresa della diga senza peraltro che Bucci li abbia mai stigmatizzati. Altro che i “signori del NO” che non esistono nel caso della diga, questi malfattori e i loro complici e solidali sono i reali nemici dell’interesse pubblico, compresa l’opera della diga.
Basta vedere l’attuale stallo dei lavori della diga dovuto al mancato riempimento dei cassoni con i materiali da dragaggio, un clamoroso errore di programmazione che coinvolge più opere nelle mani di Bucci (oltre la diga, beneficiaria dei materiali, anche il ribaltamento a mare di Fincantieri, il tunnel sub-portuale e i dragaggi in porto come origine degli stessi). Un problema a oggi senza previsione di soluzione, che determina un ritardo sempre più grave nell’avanzamento delle opere. Tuttavia, nell’eloquente intervista a Primocanale di due settimane fa (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=Ck7ok3b7Xqc ) Bucci continuava a confermare sfrontatamente l’arrivo del 5° cassone per il 22 settembre, tuttora non pervenuto!, e in maniera sprezzante rigettava qualsiasi dubbio sul suo operato.
Nel caso dei cassoni l’errore proviene dalla previsione di eludere, se non anche violare, le norme ambientali. Infatti, finché c’erano Signorini e Toti la questione dell’uso di questi materiali, con contenuti tossici, nel porto era stata aggirata a bella posta. C’è voluta la denuncia-inchiesta sul Fatto Quotidiano del giornalista Andrea Moizo per svelarlo, per cui è intervenuta finalmente la magistratura. Di conseguenza gli uffici regionali, liberati dall’autorità malintenzionata di Toti, hanno richiesto le corrette procedure di autorizzazione ministeriale.
Dal 2015 i “delitti contro l’ambiente” sono entrati nel codice penale e quindi non rientrano nei poteri “magici” della deroga alle leggi. In soccorso di Bucci candidato alle regionali, che rischia perciò oltre l’insuccesso elettorale anche il fallimento della sua attività commissariale, già compromessa da contrasti sociali, ritardi organizzativi e inchieste giudiziarie, sono allora intervenuti i ministri leghisti Salvini e Rixi. Pure non essendo parte del ministero dell’ambiente, hanno annunciato una legge per consentire di fatto di riempire i cassoni con i fanghi dei dragaggi anche se contengono veleni, facendone dei potenziali agenti di inquinamento del mare a seguito di qualsiasi probabile rottura anche parziale.
Per salvare la faccia di Bucci con le sue false promesse sul compimento della diga e sostenerlo nella sua tracotante campagna elettorale, i suoi alleati politici sono pronti a compromettere la salute del mare e dei lavoratori e cittadini.