Si è letto che il tapis roulant che collegherà la nuova stazione ferroviaria di Erzelli all’aeroporto di Genova sarà 640 mt e capace di muovere 6000 persone all’ora per direzione: 6000 che partono e 6000 che arrivano, totale 12000 passeggeri (px) all’ora. Per servire un tale flusso di persone sono previsti treni ogni 15’ con la stazione di Principe-Marittima adiacente al terminal crociere. È infatti soprattutto a favore dei crocieristi che l’opera è stata presentata, per sfruttarne il numero crescente a favore del traffico dell’aeroporto da sempre carente. Dicono i media che l’idea sia del neopresidente dell’Aeroporto, Alfonso Lavarello, manager di lungo corso internazionale e fidato amico di Gianluigi Aponte, il re delle crociere nel Mediterraneo in campo per entrare nella proprietà dello scalo e per conquistarsi un posto di primo piano anche nel trasporto aereo. Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, tutti d’accordo e felici (l’unico dilemma sarebbe se obbedire a Bucci che pretende che l’opera si chiami Sky way), compresi i giornalisti che purtroppo non avevano con sé una semplice calcolatrice e qualche elementare dato di contesto.
Facciamo allora noi due conti. Nel 2023 l’aeroporto di Genova ha movimentato 1,3 mlo px, un numero pari, in 365 gg e in 16 hh medie/giorno di operatività dell’aeroporto, a un flusso medio di passeggeri di 220 px/ora. Anche se tutti usassero il tapis roulant per prendere il treno, crocieristi o meno, risulterebbe uno scarto abissale (1,6%) rispetto alle 12mila persone di capacità oraria del nuovo impianto. Sappiamo d’altro canto che nel 2023 i crocieristi che hanno usato il porto di Genova come home port, per l’imbarco o lo sbarco, sono stati 625mila, pari a un flusso medio potenziale di 107 px/ora sul tapis roulant (0,9% dei 12mila di capacità), se tutti costoro decidessero di raggiungere e lasciare Genova con l’aereo e se tutti usassero il tapis.
Vogliamo essere ottimisti come i nostri amministratori e pensare che le crociere aumenteranno e che l’aeroporto crescerà. Nel 2023 hanno toccato Genova 340 navi da crociera (258 di MSC), con a bordo 1,7 mlo di pax. Verosimilmente cresceranno nei prossimi anni, occuperanno più banchine, Calata Sanità probabilmente andrà a Costa Crociere. Insomma, la città si riempirà vieppiù di crocieristi alla giornata. Ma qualcuno ha detto a Lavarello, che peraltro di crociere se ne intende, quanto è effettivamente il target di navi/anno realistico dal punto di vista commerciale e sostenibile dal porto e di conseguenza il numero di passeggeri sostenibile dalla città? Per salire da 1,6% a un accettabile 20% (per dire il minimo) di coefficiente di riempimento (“load factor”) del tapis roulant dovremmo decuplicare le toccate delle crociere sino a 3mila, o 4mila all’anno: ossia, almeno 10 navi e 40mila crocieristi al giorno che sbarcano. Vi pare realistico, possibile? Nessuno degli esperti del settore, accademici, analisti, operatori, si pronuncia allibito di fronte a una tale proiezione? Tutti tacciono perché d’accordo con il progetto? Tanto paga lo Stato? D’altro canto, guardando invece al trasporto aereo, i passeggeri in tutti gli aeroporti italiani negli ultimi 15 anni sono sì aumentati del 30% ma a Genova sono rimasti più o meno gli stessi. Anche da quando ci sono le crociere, anche da quando sono raddoppiati i px delle crociere. Solo perché mancava il tapis roulant di collegamento?
La domanda per Lavarello è scontata: in quale dei suoi precedenti incarichi, in cui i soldi da investire e da spendere erano quelli privati dei suoi azionisti, si sarebbe presentato con un impianto di trasporto con un tale risibile “load factor”? Anche se si tratta di un servizio pubblico, dovrebbe sapere bene che esiste una necessaria congruità tra costi e benefici, anche al netto delle manie da faraone del Sindaco Bucci, o delle ambizioni politico-elettorali dei suoi sponsor Toti e Rixi. Un pietoso velo di silenzio sulla comparsa nella commedia del maggiore azionista dell’aeroporto, il presidente-commissario del porto Piacenza in trepida attesa di nomina.
Così, si dirà, ecco l’ennesimo NO a una bella iniziativa. Dite voi se non siamo di fronte invece a un ennesimo SI, pregiudiziale e privo di qualsiasi argomento e motivo di sostenibilità. Si tende a ripetere il modello Genova della diga faraonica, là si narra la favola delle navi da 24mila teu e qui quella dei flussi di migliaia di passeggeri aerei diretti alle crociere. La diga è un’opera che ha certamente motivi di sicurezza di navigazione e di accessibilità alle banchine di fronte all’aumento delle dimensioni delle navi. Ma l’attuale progetto faraonico non è affatto commisurato a queste esigenze, esclude a priori ogni alternativa, oscura i dati e le evidenze contrarie, elude il confronto pubblico nelle sedi istituzionali e sociali. Pensa solo a alimentare per un verso il budget miliardario a favore degli appaltatori di turno (ma alla fine sempre gli stessi) e per l’altro l’ambizione personale e politica di un autocrate baciato dalla fortuna che per tanti altri è stata invece una tragedia. Analogamente, non si discute se occorra migliorare l’accessibilità dell’aeroporto, bensì se questa sia la sola soluzione. Non c’è altro modo più razionale e economico (qui si parte con 30mlo euro pubblici, in avvio, poi si vedrà) per permettere a qualche centinaio di persone, in media ogni ora, di collegarsi con l’aeroporto e con il Terminal crociere e il centro città, posti a 7 km di distanza tra loro, via terra o via mare?